Se mi fermo a ricordare le prime volte che ho iniziato a pronunciare i numeri o a capire a cosa servissero mi viene in mente l'immagine del pianoforte. Ero molto piccola quando ho iniziato a toccare i primi tasti; da quando sono nata l'ho sempre visto appogiato sullo stesso muro di casa ed è stato forse il "gioco" più divertente della mia infanzia.
Seduta di fronte al piano, quando ancora non riuscivo a toccare con i piedi completamente il pavimento, avevo capito il valore delle note, i tempi delle battute e suonavo "happy birthday" ai vari compleanni.

Lo studio del solfeggio in età molto precoce mi ha aiutato ad acquisire una certa flessibilità con i numeri; capivo che ogni battuta doveva avere un preciso numero di note , e che ogni nota poteva valere 4/4, 2/4, 1/4,1/8... a seconda del tempo di riferimento. Sommare più note mi veniva molto semplice, cosa che non posso dire se dovevo risolvere un problema di matematica sull'addizione o sulla sottrazione.
Oltre al piano, conservo altri ricordi che mi hanno avvicinato da bambina al mondo dei numeri: giocavo spesso con mia nonna con le carte.
Il primo gioco che ho imparato è stato "asso piglia tutto". Ovviamente non sapevo cosa fossero quei simboli colorati raffigurati su di ogni carta e nè quanto valessero, ma riconoscevo l'ASSO che per me era sempre UNO e ogni qualvolta che era tra le mie mani vincevo perchè potevo prendere tutte le altre carte sul tavolo.
Con mio fratello,invece, ci affacciavamo sul balcone e contavamo le macchine che passavano di un colore scelto: chi contava più macchine blu o rosse o nere vinceva...
Un'altro gioco della mia adolescenza che mi ha portato ad avere uno stretto contatto con le operazioni aritmetiche è stato il PING PONG.

Il vincitore deve raggiungere i 21 punti ma ogni 5 punti si cambia il diritto di battuta. Riuscivo a memorizzare il punteggio e addizzionarlo a quello precedente. La situazione per me si complicava quando superavo i dieci punti e dovevo fare operazioni più complesse. A quel punto mi munivo di carta e penna...
Un gioco che per me divenne un vero rompicapo è stato il "gioco dei quindici".

Dovevo ordinare le caselle di un quadrato numerate da 1 a 15...mentre guardavo la televisione scomponevo e ricomponevo i vari tasselli numerati facendo così esercizio a memorizzare la sequenza dei numeri.
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